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Cinofilia e falsi miti - L'INCHINO

Cane inchinato

Nell’inchino il cane piega le zampe anteriori appoggiandole a terra mentre il posteriore rimane sollevato.


Nell’interazione tra due o più cani, tale comportamento è stato descritto per molto tempo come segnale d’eccellenza per “l’invito al gioco” cioè il segnale che sta ad indicare che tutti i comportamenti esibiti in successivamente non hanno il loro “naturale” significato ma appunto un mero gioco (come ad esempio il ringhio o l’abbaio)

Studi e osservazioni recenti hanno però messo in evidenza come tale interpretazione era in realtà semplicistica e solo in parte corretta; infatti, si nota come l’inchino è si usato in contesti di gioco ma è utilizzato anche al di fuori di tali contesti  associato a comportamenti impositivi ed agonistici e può addirittura precedere ad una aggressione.


Volendoli raggruppare per macro-comportamenti, possiamo identificare le seguenti tipologie:


-Inchino da gioco:

Indica l’intenzione di attivare un contesto di gioco e, in tale contesto, può anche essere usato per indurre l’altro cane a correre per poi inseguirlo o una come richiesta di inseguimento se, subito dopo aver esibito l’inchino, il cane che lo ha esibito si allontana correndo.


-Inchino di possesso:

Indica l’intenzione di competere per una risorsa che verrà normalmente mantenuta tra le zampe anteriori.


-Inchino per spostare:

Esibito come comportamento impositivo o durante il gioco competitivo con l’intenzione di spostare l’altro soggetto. Solitamente le zampe anteriori sono maggiormente divaricate rispetto l’inchino da gioco e può precedere un aumento dell’intensità nell’iterazione.


- Inchino per fermare:

utilizzato durante l’approccio di un altro cane o persona con l’intento di fermare l’avanzata. Può anche essere associato a comportamenti di minaccia e precedere una vera e propria aggressione.


Al fine di determinare quindi la tipologia di inchino è fondamentale identificare il contesto dell’interazione, determinare i comportamenti che precedono e seguono oltre a soffermarsi anche su tutti quelli che sono i segnali associati (posture, posizioni reciproche, distanze, sguardi, posizione di coda, orecchie, ecc..)

 

 
 
 

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